vogliono eliminare i Lupi dell’Altopiano di Asiago

Vicenza 27 giugno 2022 – Attacco in pieno giorno di un branco di lupi a un gregge: uccisi 18 tra pecore, capre e agnellini.L’episodio è avvenuto l’altro ieri poco dopo le 13 nella zona di malga Malagon, in territorio del Comune di Asiago Nonostante fosse pieno giorno, e quindi contravvenendo alle loro abitudini, i lupi si sono avventati sul gregge. Sono bastati loro pochi furiosi istanti per provocare la strage prima di essere allontanati.Un “salto di qualità” nelle predazioni che ha sorpreso gli stessi pastori dell’alpeggio e che non può non preoccupare.


Tra i primi a denunciare l’accaduto, Fiorenzo Rigoni, presidente del Consorzio tutela formaggi Asiago, passato sul posto poco dopo il fatto. «Ho fatto in bici il giro delle malghe zona Valbella-Eckar – ha scritto sui social -.A valle di malga Malagon due giovani pastori stavano sconsolati scaricando dai cassoni dei loro veicoli 18 carcasse di pecore e agnellini predati dai lupi

Se la montagna muore di chi è la colpa?».
Interpellato dal Giornale di Vicenza, Rigoni amplia il concetto: «Tutte le zone marginali, dove magari il piccolo proprietario teneva pochi animali o un asinello da compagnia, anche per tenere puliti i prati, stanno sparendo per questa minaccia.

È una questione sociale e affettiva prima che economica, ho visto piangere per una predazione il mio vicino, che ha reti elettrificate alte 1 metro e 80 che si sono rivelate inutili.L’Altopiano non è demaniale, non è un parco, non è una spiaggia: è una proprietà collettiva ma privata, e allo Stato non sembra importare delle privazioni della libertà che con la sua indifferenza arreca agli abitanti».


Secondo il sindaco di Asiago Roberto Rigoni Stern «occorre una seria riflessione: i nostri allevatori hanno attuato tanti sistemi di protezione, ma evidentemente non bastano. I problemi sono stati più volte segnalati alle autorità sovracomunali competenti. I lupi sono tutelati? Ebbene, una soluzione potrebbe essere allora quella di studiare modalità di prelevamento di questi animali portandoli in aree naturali protette nelle quali non siano a contatto con l’economia silvopastorale».

Fonte: il giornale di Vicenza

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