Puglia: Testuggini di Hermann tornano libere

Dal recupero alla remissione in natura. Numerosi esemplari di testuggine di Hermann ospitati e curati presso l’Osservatorio Faunistico Regionale pugliese di Bitetto, saranno immessi in natura: giovedì 9 giugno alle ore 12.00, infatti, in un evento speciale che si terrà nell’oasi WWF Monte Sant’Elia di Massafra. Si assisterà all’inizio dell’ambientamento degli esemplari in alcune strutture outdoor.

Sarà un modo per riprendere confidenza con spazi più estesi, il rilascio in natura vero e proprio avverrà dopo 10-15 giorni di assestamento dopo il trasferimento degli esemplari. Un momento che consentirà anche il restocking della popolazione della specie all’interno del Parco Regionale “Terra delle Gravine”.

Il restocking della popolazione di testuggine di Hermann – il progetto

Cambi degli habitat naturali, prelievo illegale dal territorio, inquinamento genetico, e la piaga del Sud Italia, gli incendi. Queste, tra le altre, le cause che hanno portato a un forte decremento della specie delle testuggini di Hermann anche nell’Area delle Gravine.

Dal 2019 però qualcosa è cambiato. I comuni di Massafra, Crispiano e Statte hanno deciso di includere, tra gli “Interventi per la tutela e la valorizzazione della biodiversità terrestre e marina” del POR-PUGLIA 2014-2020, l’obiettivo di rafforzare la popolazione di Testudo hermanni hermanni nel Parco.

Sfida tortuosa che però ha dato i suoi frutti. «Il progetto è stato impegnativo – ha spiegato Elena Circella, professoressa del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Bari –, comportando un controllo sanitario articolato degli animali oltre alle analisi genetiche, in ottemperanza alla normativa vigente, volte a confermare l’appartenenza degli esemplari da rilasciare alla sottospecie italica Testudo hermanni hermanni».

«Alcune testuggini erano solo debilitate – ha proseguito la professoressa Circella –, altre invece sono giunte presso l’Osservatorio Faunistico della Regione Puglia con lesioni traumatiche causate da predazione da parte di selvatici, o imputabili a cani randagi. Qualcuna aveva lesioni sul carapace, probabilmente causate da attrezzi agricoli. Tutte le tartarughe sono state microchippate e curate. Abbiamo fatto inoltre uno scrupoloso screening sanitario per escludere le principali parassitosi e patologie virali e batteriche che possono interessare questi animali in modo da restituire all’ambiente animali in condizioni ottimali per affrontare la vita allo stato libero».

La sinergia fra gli enti e le istituzioni in campo ha fatto la differenza. L’ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ha autorizzato l’oasi WWF di Monte Sant’Elia a poter accogliere le testuggini; l’Osservatorio ha accolto gli esemplari in condizioni critiche, rimessi poi in sesto dagli screening e dalle cure del Dipartimento di Medicina Veterinaria; la Regione Puglia ha finanziato l’allestimento delle strutture dell’Oasi dove le testuggini si ambienteranno per 10-15 giorni prima di essere rimesse in libertà da personale autorizzato dell’Osservatorio Faunistico Regionale all’interno del Parco Terra delle Gravine. Per verificare il successo dell’immissione, grazie all’aiuto del naturalista Fabio Mastropasqua, si monitorerà con il metodo del radio-tracking la sopravvivenza di 16 individui (8 maschi e 8 femmine).

Fonte: Corriere di Taranto

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