In Svizzera verso il divieto della sperimentazione sugli Animali, ma c’è chi si oppone

Incredibile ma vero, in Svizzera si discuterà a breve sul divieto di fare la sperimentazione sugli Animali. Ma c’è chi si oppone (!).

Il 13 febbraio 2022, la Svizzera si esprimerà su un’iniziativa che chiede il divieto assoluto di tutti gli esperimenti che coinvolgono esseri umani o animali. Inoltre, a partire dal 2024 tutti i nuovi medicamenti e prodotti che sono stati testati su animali o esseri umani in qualsiasi parte del mondo sarebbero vietati.

Le motivazioni di questi infami che si oppongono al divieto

L’implementazione dell’iniziativa sarebbe più sentita nel settore delle cure mediche. Alla Svizzera sarebbe negato l’accesso a molti nuovi farmaci e vaccini. Questo riguarda, per esempio, i nuovi antibiotici o le medicine per il trattamento degli effetti a lungo termine del coronavirus. Le conseguenze di un tale divieto totale sono fatali: se l’iniziativa fosse stata già in vigore quando è scoppiata la pandemia di coronavirus, alla Svizzera non sarebbe stato permesso di usare anche un solo vaccino. Questo vale anche per i vaccini per pandemie future. A causa del divieto di importazione, però, la popolazione svizzera sarebbe anche esclusa dai progressi medici, per esempio nella ricerca sul cancro. Anche in caso di emergenza assoluta, il testo dell’iniziativa non prevede un’eccezione:

La sicurezza per gli esseri umani, gli animali e l’ambiente deve essere garantita in ogni tempo; a tal fine, sono vietate l’immissione sul mercato, la diffusione e l’immissione nell’ambiente dei nuovi sviluppi o delle nuove importazioni per i quali non esistono procedure ufficialmente riconosciute che non comportino esperimenti sugli animali.

In termini concreti: anche se una malattia può essere curata solo con lo sviluppo di nuove terapie per le quali sono stati necessari esperimenti sugli animali, la sua approvazione è strettamente proibita. Gli iniziativisti preferirebbero quindi sacrificare vite umane in situazioni estreme piuttosto che deviare dal loro rigido divieto. Per la popolazione in generale, una tale restrizione delle cure mediche è estremamente pericolosa. Si teme il rapido sviluppo in Svizzera di un mercato nero dei medicinali che comporta vari pericoli dovuti alla circolazione incontrollata di medicamenti. D’altro canto, le persone che possono permetterselo potranno godere in modo legale dei trattamenti medici offerti all’estero. Un tale sistema sanitario a due livelli crea un’enorme ingiustizia. Anche la formazione medica in Svizzera ne risentirebbe. L’iniziativa proibisce anche la pratica di interventi difficili, come il trapianto di cuore, sugli animali. La formazione chirurgica ne risentirebbe molto.

L’iniziativa non fa distinzione tra cure mediche generali e medicina veterinaria. Ciò significa che anche le nuove terapie per il trattamento degli animali domestici e da allevamento non possono più essere testate prima del loro utilizzo. Il cane di famiglia o la mucca all’alpeggio non riceveranno più cure veterinarie sicure. Dal punto di vista della medicina veterinaria, questo divieto è estremamente restrittivo.

Al contempo, l’iniziativa peggiora anche la situazione di molti animali da laboratorio se la ricerca in questione viene semplicemente trasferita all’estero. Nella maggior parte degli altri paesi, le disposizioni legali per gli esperimenti sugli animali e i rispettivi controlli sono infatti meno severi. In un confronto internazionale, la Svizzera ha una delle leggi più severe sulla protezione degli animali.

Oggi la Svizzera è uno dei poli di ricerca ed innovazione più importanti al mondo. Questo apporta un contributo importante al benessere del paese che non dispone né di risorse naturali preziose né di un grande mercato interno. Con un divieto totale, radicale e unico al mondo, di tutte le sperimentazioni animali e sugli esseri umani, interi rami di ricerca verrebbero paralizzati.

Le istituzioni e le imprese interessate sarebbero costrette a trasferire le loro attività all’estero. Il risultato: l’attrattività della Svizzera come polo di ricerca sarebbe fortemente ridotta come pure la competitività delle università svizzere sulla scena internazionale. L’iniziativa impedisce pure alle aziende di testare un prodotto all’estero ma di produrlo in Svizzera.

Le conseguenze economiche dell’iniziativa non si limitano al sistema sanitario, alle università e alla ricerca nel settore delle scienze della vita, ma riguardano l’intera economia. Quale azienda si insedierebbe ancora in futuro in Svizzera o investirebbe ulteriormente in questo paese se sapesse che i suoi dipendenti sarebbero privati di una parte essenziale dell’assistenza medica? L’industria alimentare, l’industria chimica e l’agricoltura in particolare dovrebbero fare i conti con effetti negativi diretti. Per questi ultimi, l’approvazione dell’iniziativa significherebbe, per esempio, che nessun nuovo metodo di controllo dei parassiti potrebbe essere testato, anche se basati su agenti biologici. Ma anche oggetti di uso quotidiano sarebbero interessati dal divieto se per esempio anche solo una loro piccola componente (come un additivo alimentare) è stata sviluppata utilizzando la sperimentazione animale. Ad essere colpiti sarebbero dunque tutti i consumatori.

Con il divieto totale d’importazione di prodotti per il cui sviluppo sono stati condotti esperimenti su animali o su esseri umani, l’iniziativa viola gli accordi internazionali. La violazione più importante riguarda le regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC): vietano la discriminazione di un prodotto i cui metodi di produzione non hanno alcun effetto sulle proprietà fisiche di esso.

Nel suo messaggio sull’iniziativa, il Consiglio federale ha mostrato che questa richiesta dei promotori vìola anche gli accordi bilaterali con l’UE e vari altri accordi di libero scambio. Con l’approvazione dell’iniziativa, la Svizzera dovrà fare i conti con le reazioni alle violazioni dei rispettivi accordi degli altri paesi che imporrebbero divieti di approvazione sui prodotti svizzeri. Il danno all’industria dell’esportazione nazionale sarebbe enorme.

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